Mario BRUGO ARTISTA DELL'ANNO 2011

                                Mostra personale promossa dal centro L.R. nel gennaio 2011 a conclusione della seconda edizione del premio: ARTISTA DELL'ANNO

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ALLESTIMENTO OPERE

 L'ingresso alla sala espositiva allestita per l'evento dedicato a Mario BRUGO vincitore del premio ARTISTA DELL'ANNO

  con altri scorci e soggettiva dei lavori esposti, intervallati dalla presentazione critica della mostra di seguito riproposta.

..."Malgrado l’ampio arco temporale in cui sono stati realizzate le opere presenti in mostra, non si può fare a meno di notare tre aspetti fondamentali e costanti nel lavoro dell’artista: le considerevoli dimensioni delle sue opere, un’estrema attenzione verso quello che possiamo definire il loro aspetto estetico ed una percepibile coerenza nel messaggio che intendono trasmetterci.

Un messaggio inizialmente legato a temi sociali o ambientali, recentemente approdato ad una vera e propria necessità di denuncia nei confronti di una società che, come è stato riportato anche nella cartolina-invito della manifestazione, appare sempre più assediata da poteri forti in grado di condizionare ogni nostra scelta.

Nell’opera “DENTRO/FUORI”, del 2002, per esempio, la città si intravede appena su un orizzonte nascosto da ciminiere e magazzini, dalla lunga fila di container carichi di prodotti e merci.

 E’ il “fuori" assediato, contaminato, imposto… cui fa da contrappunto un “dentro” rumoroso e unto, dove si svolge un lavoro ripetitivo, frustrante, simboleggiato dalle ruote degli ingranaggi, dagli abiti da lavoro consumati, dalla fila dei guanti posti ordinatamente secondo una ripetitività schematica e prevedibilmente infinita.

Una continuità ossessiva, impersonale, che diventa spinta a reazioni di rivalsa e complice nello stimolare e nel predisporre l’individuo all’accettazione di messaggi pubblicitari fuorvianti, in grado di rendere assolutamente indispensabile il superfluo, spingendolo verso una affannosa ricerca dell’apparire piuttosto che dell’essere.

    

Nell’opera “COLAZIONE DA TIFFANY” del 2008, l’immagine gioca con il titolo, la colazione diventa l’occasione per nutrirsi, più o meno consapevolmente, del messaggio pubblicitario, l’orologio (realizzato con l'impiego di lastre radiografiche dell'apparato digerente umano) non è più un efficiente meccanismo per misurare il tempo della nostra esistenza e probabilmente del nostro tempo biologico se consideriamo i simboli chimici di carbonio, ossigeno, idrogeno, azoto (elementi base del corpo umano) inseriti ai quattro angoli dell’opera, bensì un oggetto simbolo da sfoggiare più che da usare...

...l’uomo si identifica dunque con i propri oggetti di culto,  fino al punto di trasformarsi negli stessi, come la donna di “FASHION MACHINE” (2007) in cui è in atto una vera e propria metamorfosi...

        

...o quella dell’opera OSSA (2010) in cui la trasformazione non si manifesta nelle sembianze esteriori ma addirittura nella composizione stessa del proprio organismo: Il marchio D&G (Dolce e Gabbana) è entrato stabilmente nel suo corpo inserendosi nella formula chimica CaCo3 (Carbonato di Calcio materia di cui sono composte le ossa) fino a produrre una mutazione genetica in grado di rimpiazzare lo scheletro con un’infinità di oggetti firmati ben visibili nella trasparenza "radiografica" del suo arto sinistro.

          

L’identificazione con le necessità imposte, con gli oggetti griffati, testimonia la nostra esistenza, il nostro stato sociale (o quello che vorremmo che fosse) diventa il tramite, il “medium” indispensabile per farci notare, destare interesse, considerazione, in alcuni casi invidia.

  

Realtà e apparenza “uniti per sempre”, come leggiamo nell’opera  “FIN CHE MORTE NON CI SEPARI”, (2010) in cui l’immagine delle nostre sembianze svanisce nella realtà come nel ricordo e di noi rimangono solo gli oggetti di cui ci siamo circondati; (concetto ripreso anche nella collezione di piccole opere della serie "MEMORIE" dell'immagine sotto) non  cosa siamo stati ma come siamo sembrati, il nostro nome è sconosciuto, dimenticato, al suo posto quello degli stilisti che hanno creato gli oggetti che ci hanno rappresentato: la regimental di Guggi il tacco 12 della Versace…

...belli e desiderabili, ancora ben presenti dopo la nostra scomparsa, pronti a diventare nuovamente oggetto del desiderio di altri individui, per creare necessità, per stimolarne i sensi: 

 

 come nelle opere più recenti: “VEDI” "SOGNI" “MANGI” “SENTI” "PRENDI" (2009/2011)…. in cui l’oggetto diventa “imperativo”  imponendosi e  sostituendosi alle nostre reali necessità, alle nostre percezioni, prevaricando gusti e scelte.

               

     

La grande industria, i mass-media, il sistema, creano i prodotti di moda, dettano le tendenze del momento, le inderogabili necessità, lo stesso modo di vivere; a noi il compito di adeguarci, di adattare i nostri sensi per gioirne e consumarne a piene mani... e a questo punto bisognerebbe forse concludere dicendo:

 ..."Possibilmente senza fare troppi problemi,  grazie!”...

    

a sinistra e sotto, ultime immagini dedicate ad alcuni momenti dell'inaugurazione e della premiazione dell'artista,   

 l'opera messa in palio dal programma: VOTA L'ARTISTA DELL'ANNO e vinci un opera d'arte" sorteggiata ed assegnata ad uno dei visitatori delle varie manifestazioni promosse

e, per concludere, l'immancabile "foto-ricordo" che ritrae Mario BRUGO tra Enzo Mainini (Artista dell'Anno della scorsa edizione) e Alessandro Binotti presidente del centro La Riseria.

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