Elena GALLAZZI

                           VINCITRICE DEL PREMIO "ARTISTA DELL'ANNO"

                                 Mostra personale promossa dal centro L.R. nel mese di febbraio 2013

g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g

ALLESTIMENTO DELLE OPERE

riproposto alternando agli scorci della sala e all'identificazione delle opere, il testo critico redatto in occasione della presentazione della mostra

"Nelle opere di Elena Gallazzi, siano esse realizzate con tecnica pittorica, interventi grafici o attraverso immagini o elaborazioni fotografiche, si avverte l’esigenza di scavare a fondo nella natura delle cose scoprendone aspetti nascosti, significati inattesi, rivelazioni impreviste.

    

 

 

 

 "L'eterna lotta tra il bene e il male"

"Ferma... immagino" 

Un sottile gioco di rimandi, tra realtà e fantasia alla scoperta dell’incerto confine che separa verità e immaginazione.

Quello di Elena Gallazzi è un mondo profondamente radicato con la riflessione, uno spazio privilegiato in cui ritagliarsi il giusto tempo per osservare, per ricordare ma anche per interpretare o reinventare;

 

 

 

  "Tessuto urbano"

un mondo in cui l’immagine fotografica di una marina, pur dichiarando la propria natura oggettiva e limitata dal supporto su cui è stampata, può espandersi oltre i propri confini attraverso un attento intervento pittorico recuperato dalla memoria, per ricreare una realtà soggettiva ma non meno vera della precedente;

in alto: "Punti di vista... il mio e l'altro io"

e sopra, tra i due scorci dello spazio espositivo con l'area allestita per la presentazione della mostra:

"Nel tuo sguardo il mare" e "Respiro dell'anima" 

un mondo in cui la superficie corrosa di un muro, davanti al quale si muove la commedia dell’arte con l’ambiguità delle proprie maschere, diventa il supporto o meglio il veicolo di comunicazione per parlarci, attraverso graffiti arbitrariamente inventati o interpretati dalla fantasia dell’artista;

"Passione" e "Ragione" 

 

  

   da sinistra, le opere:

   "No" e "Es-senza"

in cui l’identità autentica del personaggio ripreso convive, mostrandosi simultaneamente e senza incertezza, con la finzione della maschera: essere ed apparire, in un gioco di rimandi e similitudini che si instaura riflettendosi, ancora una volta, fra titolo, immagine e interpretazione dell’opera…

"Egocentrica"

...sono le stesse allusioni che troviamo nelle panoramiche fittizie nate da un’elaborazione fotografica che trasforma la realtà di dense nuvole in architetture metropolitane assolutamente inesistenti;

 

 

 

  "Senza titolo"

     

che recuperano scarti di lavorazioni artigianali, profondamente e casualmente incise, in micro-sculture della memoria capaci di instaurare reminescenze di vedute aeree, tessuti urbani, territori coltivati o immaginarie linee di movimento,

   

 

 

 

dall'alto: "Colore e materia", "Campo visivo", "Metropoli", "Autostrada"

come quelle suggerite dalle ampie parabole disegnate dalla direzione di un tram che si muove riempiendoci gli occhi col suo colore acceso nella grigia monotonia della città.

  

 

    "Tram-e di vita"

    e, sotto:

    "Particolare di un delirio"

 

L’interpretazione e l’affinità diventano tratto fondamentale di evidenze inconfutabili e sorprendenti come nell’opera che ci trasporta alla "Commedia" dantesca in cui immagini di per se ben lontane dalla rappresentazione del soggetto voluto (se osservate singolarmente) assumono una nuova e indiscutibile identità proprio dalla loro contemporanea convivenza e dal nuovo valore descrittivo che ne consegue

"Ridon-Dante" - Inferno, Purgatorio, Paradiso

 

ed ancora nella rappresentazione grafica di quegli “E-leganti lucchetti” dedicata alla memoria di affetti ormai svaniti dal presente

Sotto: "Disegnando un amore"

 

 

 

 

 

 

 

"...  piccanti, istanti, sottovuoto"

e, a destra, "Cat-woman"

per giungere infine, ma non prima di aver sorriso per l’ironica rappresentazione di “piccanti istanti” di personalissima interpretazione, al pannello dedicato ad un personaggio dei fumetti in cui particolari ingigantiti e volutamente sfocati ci invitano a completarne l’immagine, questa volta senza ulteriori suggerimenti,

attraverso quel percorso di costante ricostruzione e ribaltamento condotto tra realtà e fantasia, attualità e ricordo… stabilmente presente e tratto distintivo, oltre che coinvolgente e seduttivo, nell’opera dell’artista Elena Gallazzi.

a lato: un momento della presentazione della mostra e dell'assegnazione del premio ARTISTA DELL'ANNO con il presidente del centro Alessandro Binotti e l'artista Elena Gallazzi

e di seguito, altre immagini di opere presentate in rassegna:

"L'altro io" e il dittico: "Non posso lasciarti andare"

presentate in occasione della mostra "Identità nascoste" promossa con Renato Scesa (realizzatore delle maschere) e con la poetessa Annamaria Folchini Stabile, nel 2011

e, per concludere,

"Lungimiranze" e "dipinto dalla luce" (a lato e sotto).

g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g  g

Per tornare alla pagina: MANIF. PERIODICHE

CLICCA QUI

Per tornare alla pagina: ARCHIVIOFOTOTECA

CLICCA QUI

Per tornare alla SCHEDA PERSONALE

CLICCA QUI

Per riprendere la consultazione di altre pagine clicca nel SOMMARIO in alto