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Bruno FREDDI Pittore, scultore |
Bruno
Freddi,
mantovano di nascita, vive e lavora a Milano. Inizia giovanissimo l'attività
lavorando in una bottega orafa e frequentando, la sera, la scuola d'Arte del
Castello Sforzesco di Milano nella sezione di pittura. Nel 1958 lasciata la
scuola d'Arte, affianca alla pittura l'attività di autore, regista e scenografo
per la realizzazione di spettacoli teatrali con compagnie sperimentali. Tiene
corsi di calcografia. Dal 1965 si dedica interamente alla pittura, alla scultura
e alla grafica. Dal 1980 al 1986 è responsabile del settore Arti Visive del'Endas
Lombardia e come tale organizza l'importante mostra: "Il Materiale delle Arti"
in collaborazione con Pier Carlo Santini, Licisco Magagnato e Alberto Veca per
i1 Comune di Milano, presso il Castello Sforzesco. Dal 1968 si dedica allo
studio dello yoga di cui, nel 1989, diviene insegnante. Nel 1996 pubblica,
insieme a Fabrizio Galli, un libro di racconti dal titolo "Chandela" legato ad
una cartella di acqueforti. Nello stesso anno, riprende l'attività teatrale con
la costituzione di un "laboratorio" con un gruppo di artisti che definirà: "OLOART"
in cui è tuttora impegnato. Nello stesso anno nasce lo spettacolo "Rosso-
Ingresso solo per pazzi".
La materia si sedimenta sulla tela con stratificazioni polverose, con accumuli millenari e gessosi. Il colore si asciuga, risucchiato da falde polimateriche o dallo spessore della tela che lo accoglie. Frammenti di sostanze, stralci di vita e di storia, feticci di un mondo quotidiano sono entrati a far parte di questo diario personale e silenzioso ed hanno contribuito a scrivere le pagine più intense e segrete del cammino di Bruno Freddi. Non è un caso che i quadri di Freddi siano stati spesso paragonati a degli impasti murari, a intonaci segnati dal tempo e accarezzati dal vento, a superfici su cui la pittura si concentra in accumuli rappresi, si raddensa in spesse incrostazioni per tracciare una geografia aspra e irregolare, che ricorda la ruvidezza della lava, ma anche la gestualità e la pastosità di molta pittura informale.(…) Il colore di queste tele è steso in generosa quantità, ma qua e là la spatola lo raschia via, lasciando intravedere i livelli sottostanti, che si striano di nuove tonalità. Negli anni Ottanta questo tormentare, questo togliere approssimativo si fa ancora più incisivo poiché oltre al "levare" si aggiunge il grattare, l'incollare, l'incidere, il ricoprire finendo con il creare delle abrasioni profonde, delle escoriazioni cavernose Innumerevoli sono le esposizioni in spazi pubblici e privati, italiani ed esteri che lo consacrano nel mondo artistico.
… "la matrice di Bruno Freddi affonda le sue radici nel mondo occidentale, così non può essere completamente iconoclasta e le sue strutture, le sue composizioni non sanno dimenticare le leggi su cui si sono fondati millenni di arte; leggi che hanno a che fare con la forma e le proporzioni, la sezione aurea e il bilanciamento cromatico, il vero e la storia. Pur amando la sintesi, il frammento, le sagome slabbrate e primitive, pur riversando tutto il suo bagaglio conoscitivo in forme lacerate e bruscamente interrotte, in contorni mossi e in tratteggi svelti e liberi, l'arte di Freddi conserva nel suo DNA la linfa della cultura occidentale, e con questi occhi guarda all'oriente.
Nella scultura il lavoro di Freddi conserva la stessa matrice polimaterica trovando però un accordo, una sorta di patto segreto, tra il lavoro delle sue mani e quello millenario della natura. Forme modellate dall'artista e materia partorita dalla terra (madre ancestrale e genitrice assoluta) condividono lo stesso spazio, anzi s'incastrano perfettamente una nell'altra in una sintesi fatta di pensiero e di istinto, di determinazione e di potenza, di poesia e di origine.Lentamente, nelle sue opere, le cose assumono perimetri sempre più razionali, s'incastrano in ossature alquanto geometriche (si veda ad esempio "Monumento alla natura") come se Freddi volesse sottrarre quella bellezza naif, pulsante, istintiva, primitiva e vissuta all'imbarbarimento, all'erosione definitiva e irreversibile, elevandola così a forma assoluta, pensiero cosmico, poesia per lo spirito.” (da “Tantra: la poesia delle origini” a cura di Lorella Giudici)
Bruno Freddi ha studi a Milano e Osnago (LC) e può essere contattato attraverso l'indirizzo mail: freddiyoga@tiscalinet.it
Testo tratto da catalogo "quarantaperquaranta arteitinerante" (2007).
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