Fabrizio GALLI

         Pittore

              

              Fabrizio Galli nasce a Torino nel 1950. Allievo del professore Ugo Franzi, si dedica al restauro e conosce Felice Casorati, Antonio Carena e gli Artisti dell’avanguardia internazionale che frequentavano lo studio.

             Trasferitosi nel 1966 a Gallarate (Va), esordisce nel mondo artistico nel 1972 partecipando ad una rassegna alla quale sono altresì presenti Baj e Cassani. Quattro anni dopo, realizza la sua prima mostra personale.

              Nel 1995, con Bruno Freddi, regista teatrale, pittore e scultore, pubblica l'opera “Chandela” (Salea Arti Grafiche, 1995, pp. 65, 6 tavole a colori), racconto commentato da acqueforti colorate. L’anno seguente, la mostra con Bruno Freddi, in Svizzera, dopo di che la sua attività artistica si fa più intensa con mostre personali e manifestazioni internazionali.

              Recentemente insieme a Ruggero Maggi, ha partecipato all’installazione “Stanza 312 - promemoria per Pierre”, presentata nel 2004 al MiArt di Milano, a Genova al “Riparte” e nel 2006 alla KunStart di Bolzano.  Nel 2004 ha partecipato alla Biennale di Londra con “Mail Art allo specchio” e l’anno successivo, a Gaziosmanpasa - Ankara alla I Biennale Internazionale d'Arte di (Grameen) Microcredito Turchia dal tema “Fighting Poverty in the World”. Nello stesso anno è presente al Flash Art Show con l’installazione “Doppio singolo come una partita di ping-pong”, con la galleria Milan Art Center di Milano. Partecipa all’iniziativa “13x17” a cura di Philippe Daverio.

              E’ presente alla 52. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, invitato al progetto ”Camera 312 - promemoria per Pierre” a cura del Milan Art Center.

Attualmente presidente dell'Associazione Artistica “Alfa 3 A”, è socio e consigliere del “Circolo Artisti di Varese” ed è stato chiamato a far parte della Commissione della Civica Galleria d'Arte Moderna di Gallarate.

 

              “L’uso della fotografia elaborata, è l’attuale espressione creativa che non ha abbandonato l’uso del colore, in particolare il blu. L’immagine della bicicletta è rappresentativa della solitudine dell’uomo nella realtà sociale e simbolo della difficoltà comunicativa in un momento storico in cui i media sono utilizzati come strumento di controllo politico” (F.G.).

         … "fin dal principio nelle opere di Galli si ritrova quel sentimento del colore che non lo abbandona neppure oggi (…), con dipinti rigorosamente intonati al “blu” nei quali s'aprono le finestre della memoria. In una delle opere compaiono brandelli di architetture, suggestioni, quinte di intenso cromatismo, sprazzi di cielo e un groviglio di segni-colore che esplode al centro della tela. Talvolta nella produzione di Fabrizio Galli compaiono citazioni da grandi autori (Picasso), versi di cantori (Bob Dylan), memorie letterarie (Garçia Lorca): brandelli di storia riproposti, come accade nell'opera “Oro di periferia” intarsiata di immaginarie architetture ad accogliere gli episodi e le citazioni che emotivamente appassionano l'autore.”... (Gian Giorgio Massara - critico d'arte)

 

              Fabrizio Galli può essere contattato presso il suo atelier a Gallarate (Va) in via Federico Confalonieri 35 – Cell.: 338.7617034, e-mail: ontheroad.it@inwind.it  sito web: www.ontheroad.it

Testo tratto da varie recensioni.

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